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La componente programmatica del PTCP

L'evoluzione dei processi di riforma della materia urbanistica - in buona misura affermatisi in Toscana, ma ancora di esito incerto a livello nazionale, associata alle innovazioni introdotte sul versante della programmazione economica provinciale dal d.lgs 77/95 e dal successivo dpr 194/96, consentono oggi alle amministrazioni provinciali di implementare politiche di governo del territorio fortemente strutturate su di una filiera che trae significative sinergie dall'intreccio tra versante territoriale e versante programmatico dell'azione amministrativa, finora troppo poco comunicanti.

Sul riconoscimento della complementarietà tra versante territoriale e versante programmatico si basa una parte significativa della proposta di riforma portata avanti dall'Istituto Nazionale di Urbanistica, che afferma l'esigenza di articolare gli strumenti urbanistici in una componente strutturale - dai contenuti strategici riferiti ad orizzonti temporali medio-lunghi - ed in una componente operativa o programmatica, che esplicita le linee di azione - operative, appunto - necessarie nel breve periodo ad implementare il disegno strutturale.

La L.R. 5/95, pur configurandosi come la "capofila" delle leggi-quadro regionali di contenuto riformatore, ha accolto esplicitamente la proposta di sdoppiare gli strumenti urbanistici soltanto al livello della pianificazione comunale, assegnando dunque al livello regionale e provinciale il compito di individuare le forme di integrazione tra pianificazione e programmazione.

In questo contesto, con una scelta espressiva di una declinazione originale, la amministrazione provinciale di Siena ha ritenuto utile affiancare al PTCP redatto ai sensi della L..R 5/95 - che ha il compito di formalizzare le opzioni strategiche di riassetto del territorio provinciale, assumendo come campo di osservazione i processi coevolutivi di economia, territorio ed ambiente e come orizzonte temporale quello di lungo periodo - una componente programmatica che ha selezionato -assumendo un orizzonte temporale di breve/medio periodo (3-5 anni)- le azioni prioritarie da porre in essere al fine di implementare le opzioni di lungo periodo, esplicitate sia all'interno delle Norme che della Relazione generale.

La compresenza di una dimensione strutturale e di una dimensione programmatica all'interno del medesimo PTCP si ritiene infatti possa attenuare uno dei tradizionali limiti della pianificazione territoriale di area vasta, ovvero la carenza di gerarchie attuative e dunque di politiche immediatamente operative.

Le opzioni contenute nel versante programmatico del PTCP, vengono a completare il novero degli strumenti di lavoro della amministrazione provinciale, inserendosi in un disegno organico che si è rappresentato nei suoi profili essenziali nella fig.1.

Come si può rilevare dalle tabelle allegate, la individuazione delle azioni prioritarie è stata operata con riferimento al sistema di obiettivi del PTCP, e sono dunque immediatamente rinvenibili le relazioni tra opzioni strategiche e agenda di lavoro di breve periodo.

La definizione dell'agenda di lavoro consente l'entrata in gioco nel processo di filiera del versante della programmazione economica, e dunque di aggirare un secondo tradizionale limite della pianificazione territoriale (storicamente il più grave), ovvero quello di delineare disegni spaziali non sufficientemente (o affatto) supportati da politiche di spesa.

Il raccordo tra versante della pianificazione e versante della programmazione, dovrà poggiare su almeno tre elementi fondamentali:

- la coerenza tra le politiche territoriali prefigurate dal PTCP e quelle di ripartizione della spesa, modulate dalla Relazione Previsionale e Programmatica e dal Bilancio provinciale;

-la corrispondenza tra azioni proposte dal PTCP ed azioni programmate (la programmazione della spesa, ovviamente, prevederà anche azioni prive di esplicita connotazione territoriale, sia perchè di natura diffusa, sia perchè non rilevanti sotto il profilo degli assetti spaziali)

-la assunzione di comuni procedure per il monitoraggio e l'aggiornamento dell'azione di governo; in tal senso la componente programmatica del PTCP, aggiornata ogni anno in occasione del bilancio, fungerà da interlocutore flessibile con le politiche di spesa

Nella logica di filiera che informerà i raccordi tra pianificazione e programmazione, la Relazione Previsionale e Programmatica svolgerà un ruolo di perno fondamentale, recependo gli aspetti territoriali discendenti dal PTCP e coniugandoli con i bilanci annuale e triennale, fornendo in altre parole "gambe" (ovvero risorse) ad opzioni che, in assenza di tale raccordo, sarebbero destinate a rimanere inattuate. Il segmento terminale della filiera sarà costituito infine dal PEG, che individuerà con chiarezza soggetti e risorse deputate al perseguimento delle strategie, ormai compiutamente tradotte in azioni da realizzare.

Anche se in termini molto schematici, la filiera che la amministrazione provinciale di Siena intende sperimentare restituisce un profilo sufficientemente chiaro dei suoi contenuti innovativi, in particolare per quanto concerne la volontà di coniugare i tempi lunghi del riassetto territoriale con la modulazione annuale della spesa; pur nelle inevitabili incertezze connesse alla dimensione sperimentale di questa volontà, occorre sottolineare che si tratta di scelte in qualche misura obbligate dalle evoluzioni in atto, e che comunque trovano precisi riscontri nelle interpretazioni del rinnovato ruolo della provincia emergenti (ed anche parzialmente sperimentati) in altri contesti nazionali.

La efficacia della impostazione assunta è testimoniata dal fatto che il PTC, ancora prima della sua approvazione, ha già iniziato la sua "vita utile" informando la costruzione del PRUSST "Terre Senesi" inteso come una sorta di programma di attuazione del PTC risultato primo tra i PRUSST toscani nella valutazione operata dal Ministero LLPP, e dunque finanziato