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5. Brevi note sulla forma del piano

Il PTCP è stato redatto ed organizzato con la volontà di assicurarne la massima leggibilità, compatibilmente con la complessità intrinseca dello strumento. In tal senso sono stati utilizzati alcuni accorgimenti, che si esplicitano di seguito.

·Norme e Relazione generale sono legate da corrispondenze biunivoche.

A ciascun Capo delle Norme, che disciplina una delle risorse (naturali ed essenziali) indicate dall'Art. 1 della L.R. 5/95 e che è contraddistinto da una lettera, corrisponde un Capitolo della Relazione generale con identica denominazione.

Ciascun Capo della Relazione generale è in genere articolato in tre paragrafi:

1.Motivazioni della disciplina di piano, che restituisce gli elementi e la logica che hanno informato il disegno di governo della risorsa in oggetto;

2.Contenuti della disciplina, che sviluppa una descrizione sintetica (evitando il più possibile ripetizioni rispetto al testo delle norme) degli articoli costituenti il corrispondente Capo delle Norme;

3.I necessari ampliamenti del quadro conoscitivo, che evidenzia in quale direzione, con quali strumenti e a carico di quali soggetti dovrà in prospetitva essere incrementata la dotazione di informazioni necessaria alle esigenze di governo della risorsa in oggetto.

·I Capi X, Y e Z delle Norme: le coordinate del PTCP

I Capi X, Y e Z delineano i riferimenti generali del PTCP (Capo X: Gli elaborati costitutivi; Capo Y: I sistemi territoriali e funzionali; Capo Z: Finalità, contenuti, ambiti di applicazione e di concertazione del PTC, ovvero le regole per l'implementazione del PTCP) rappresentandone in modo figurato le coordinate, antecedenti e con funzione ordinatoria rispetto alle discipline settoriali.

I Capi X, Y e Z sono gli unici che non hanno una corrispondenza letterale con la Relazione generale, in quanto il loro referente naturale è la Parte I: Il disegno di governo.

·Le Norme sono organizzate secondo una gerarchia tematica.

Le Norme, come si è detto, sono state organizzate in Capi riprendendo, con le modifiche che si sono presentate necessarie, l'articolazione delle risorse proposta dall'Art. 1 della L.R. 5/95.

I Capi sono stati riuniti in Parti espressive dei grandi temi del governo del territorio; la disciplina di piano è dunque sviluppata settorialmente (modalità organizzativa che ne favorisce la comprensibilità) ma nel contempo strutturata in una architettura gerarchica che evidenzia la convergenza olistica dei singoli settori. Il PTCP si fonda in sostanza su discipline di settore a risultante olistica.

·É rinvenibile una chiara corrispondenza tra i Capi delle Norme, la cartografia di piano e gli Atlanti comunali

L'adozione di una disciplina di settore a risultante olistica ha permesso di stabilire relazioni immediate tra Capi delle Norme, Cartografia di Piano ed Atlanti comunali. In particolare:

- I Capi A e B sono riferiti alla Tav. P01;

- Il Capo C è riferito alle Tavv. B04-B06 del Quadro conoscitivo;

- Il Capo D non possiede cartografia di riferimento;

- I Capi E ed F sono riferiti alle Tavv. P02 e P03;

- Il Capo G non possiede cartografia di riferimento;

- Il Capo H rimanda ai Capi I, L e M;

- Il Capo I è riferito alla Tav. P04;

- Il Capo L è riferito agli Atlanti comunali (Schede C, A, V, ES);

- Il Capo M è riferito alle Tavv. P05-P08;

- I Capi n, P e Q non hanno diretti riferimenti cartografici;

- Il Capo R trova riscontro nella Tav. P10;

- I Capi O, S e T sono riferiti alla Tav. P09;

·- Il Capo U non possiede riscontri cartografici.

Ciascun Capo delle Norme possiede una organizzazione interna "standard"

Ciascun Capo quasi invariabilmente è articolato in modo che nel primo articolo siano esplicitati gli obiettivi che il PTCP intende perseguire nella gestione della risorsa in oggetto.

Gli articoli successivi, in numero variabile a seconda della complessità della disciplina, dettagliano i profili operativi assunti dal PTCP al fine di perseguire gli obiettivi di gestione enunciati in precedenza.

L'ultimo articolo definisce i criteri e parametri per le valutazioni di compatibilità.

·Sul significato di invariante e di risorsa

Per quanto riguarda il significato attribuito dal PTCP di Siena ad alcuni termini del linguaggio urbanistico attualmente utilizzati con accezioni non omogenee, si ritiene utile specificare che il termine invariante non indica nel PTCP di Siena un elemento fisico di cui si intende assicurare la conservazione (tali elementi sono stati denominati risorse, e la loro conservazione associata al termine gestione, ritenuto più flessibile e adeguato alla concezione di governo), bensì gli obiettivi prestazionali che il PTCP propone vengano perseguiti durante il suo periodo di vigenza (10 anni).

Invariante non è dunque intesa come un elemento fisico ma come una scelta amministrativa e di governo la cui invarianza discende dal principio della coerenza amministrativa e quindi dal periodo di tempo necessario ad assicurarne la concreta attuazione.

Gli obiettivi del PTCP, in tal senso, sono gli elementi maggiormente prescrittivi del Piano (Cfr. Capo Z delle Norme e p.to 2 della Parte I della relazione) e come tali costituiscono gli elementi di riferimento imprescindibili per le valutazioni di compatibilità.

·Il PTCP, il SIT ed il trattamento informatico dei dati.

Nell'esperienza specifica della Provincia di Siena, l'Ufficio di piano è cresciuto e si è sviluppato con modalità e tempi analoghi a quelli del SIT, attuando sinergie dimostratesi irrinunciabili.

Il proficuo rapporto PTC/SIT ha già conosciuto due stagioni, e ne conoscerà una terza.

Nella fase di formazione del quadro conoscitivo il SIT ha raccolto e sistematizzato informazioni già disponibili e le ha messe a disposizione dell'Ufficio di piano che, di converso, ha elaborato attraverso i suoi studi cartografie originali che hanno aumentato considerevolmente le informazioni residenti nel SIT.

Nella fase di redazione del documento di piano, Ufficio di piano e SIT hanno lavorato in simbiosi: il SIT ha consentito in particolare di redigere cartografie ed elaborazioni di dati ottenibili esclusivamente tramite procedure informatiche, nonché di dialogare in forme inedite (ed efficaci) con gli altri soggetti istituzionali.

Uno degli esiti di questo lavoro comune è rappresentato dal CD-ROM "PTC di Siena" allegato ai materiali del Piano; la redazione del CD-ROM rappresenta il momento di transizione verso una terza stagione tutta da costruire di collaborazione tra Ufficio di piano e SIT. Si tratta di una stagione di manutenzione e gestione del PTCP, che consisterà nella messa a disposizione dei Comuni delle informazioni residenti nel SIT al fine di essere utilizzati per i piani strutturali nella attivazione di procedure di monitoraggio della attuazione del PTCP ed infine nel continuo incremento ed affinamento delle conoscenze finalizzate alle politiche di governo del territorio.