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2. Il PTCP come componente del sistema di governo territoriale

Il PTCP, come è noto, viene collocato dalla Legge Regionale n. 5/95 in un sistema di governo del territorio articolato in livelli istituzionali dotati ciascuno di un proprio ambito di competenze distinte, non collegate da relazioni di gerarchia bensì da compiti di regolazione dell'uso delle risorse che hanno diversi gradi e scale di specificazione e di precettività.

Fondamentalmente, a livello regionale il PIT definisce indirizzi e prescrizioni che abbisognano, salvo che per le misure di salvaguardia di diretta precettività territoriale (per altro valide fino al loro recepimento/applicazione da parte degli strumenti urbanistici generali comunali), delle ulteriori fasi di sviluppo che competono in primo luogo allo snodo provinciale del PTCP, e quindi alla pianificazione di scala comunale dei piani regolatori generali (piani strutturali e regolamenti urbanistici).

L'ambito provinciale appare indubbiamente quello di maggiore innovatività rispetto al quadro dell'assetto dei poteri in materia di pianificazione delle risorse territoriali a cui faceva riferimento il sistema prima della L.142/90 ed, ancor di più nel caso toscano, alla fondamentale L.R. n. 5/95, che persegue l'obiettivo di allargare i compiti di pianificazione e regolazione a tutte le risorse naturali ed essenziali del territorio ben oltre la tradizionale nozione di urbanistica e di tutela paesistico-ambientale.

Ambito provinciale che va delineato secondo criteri che siano diretti ad accrescere complessivamente la capacità di governo delle risorse, sia sviluppando a lívello urbanistico (provinciale) ciò che non può essere efficacemente regolato a scala comunale, sia fornendo ai Comuni un quadro di riferimento che consenta di intervenire in sede pianificatoria anche in ambiti e per risorse che tradizionalmente non si facevano rientrare nell'ambito della pianificazione di base.

Come è stato evidenziato negli elaborati del quadro conoscitivo del PTCP (v. QC01 Profilo funzionale del PTCP) gli ambiti rimessi al livello provinciale sono individuabili in riferimento sia alle risorse da disciplinare con diverso grado di precettività - come si preciserà nel prosieguo - sia riguardo al ruolo di governo istituzionale territoriale nei confronti dei comuni in riferimento, naturalmente, alla loro competenza in materia territoriale, che come noto trova esplicazione nei rispettivi piani regolatori generali.

Le specifiche competenze provinciali previste in varie fonti attributive di funzioni (flora e fauna, vincoli idrogeologici, risorse idriche e difesa del suolo; aree protette, bonifica e sistemazione idraulica; trasporti; smaltimento rifiuti; attività estrattive) vengono a raccordarsi con la competenza di programmazione/pianificazione attribuita a livello istituzionale intermedio dalla L.R. 5/95 con lo strumento del PTCP. Quest'ultimo strumento deve poi strutturarsi in modo da avere contenuti coerenti con il ruolo istituzionale pianificatorio che è riservato al pianificatore comunale. Si pensi, per esemplificare, alla relazione che deve esistere tra i contenuti pianificatori in materia paesistico-ambientale attribuiti alla provincia (il PTCP ha valore di piano urbanistico-territoriale con specifica considerazione dei valori paesistici di cui alla Legge 8 agosto 1985, n 431) e l'ambito di applicazione e specificazione da demandare allo strumento urbanistico comunale.

Rifacendosi a tale inquadramento si sono sviluppate le scelte programmatorie e pianificatorie del presente PTCP avendo cura di ancorare la disciplina di tutela e di utilizzazione delle risorse a precisi e ben determinati obiettivi (dettagliati nelle norme), badando a dettare prescrizioni solo in presenza di particolari risorse da tutelare e lasciando in generale al livello comunale il compito di attuare e specificare gli indirizzi con quella sfera di valutazione e di scelta che risponde ad un corretto rapporto istituzionale, naturalmente nel rigoroso rispetto degli obiettivi di tutela previsti dal PTCP medesimo.

Ciò delineato, sembra utile fornire qualche ulteriore elemento di lettura su quella parte della normativa che prefigura in via generale tale impianto.

All'articolo Z1, indicati i contenuti del PTCP, si fornisce la chiave di volta dell'intero impianto: tutte le prescrizioni e le direttive sono funzionalizzate alla realizzazione degli obiettivi di tutela ed uso corretto delle risorse, sì da lasciare al pianificatore comunale la definizione della fisionomia compiuta e la specificazione delle prescrizioni e delle direttive in grado di governare i fenomeni e le condotte rilevanti per l'uso delle risorse territoriali.

In seguito all'approvazione del PTCP si verrà a determinare un contesto di regole sul governo del territorio, così come indicato all'Art. Z4, costituito da indirizzi e direttive, più o meno sviluppate, la cui operatività richiede l'intermediazione (l'attuazione) comunale con le specificazioni e le prescrizioni da porre con i propri strumenti urbanistici generali, come risulta ribadito al primo comma del successivo art. Z4

Per approdare al disegno compiuto (che, si ripete, richiede l'intervento pianificatorio dei Comuni) è stato fissato un termine per l'adeguamento degli strumenti urbanistici comunali (attraverso gli atti di pianificazione ridisegnati dalla L.R. n. 5/95, ovvero adeguando quelli in essere), accompagnando tale prescrizione imposta dalla L.R. n. 5/95 con una serie di disposizioni intese a disciplinare gli effetti del PTCP sugli strumenti urbanistici comunali medio tempore rispetto alla conclusione della fase dell'adeguanento (cfr. articolo Z3).

La variante di adeguamento o il nuovo PRG, articolato ex L.R. 5/95 in Piano strutturale e Regolamento Urbanistico, diviene specificazione del PTCP preservando al livello comunale il ruolo di responsabile della definizione del disegno pianificatorio e della realizzazione degli obiettivi indicati dal PTCP riguardo alle risorse da questo disciplinate.

Alla scala comunale sarà ulteriormente approfondito il quadro conoscitivo, ed a tale grado di conoscenza saranno rapportate e riferite le scelte pianificatorie e le attuazioni degli indirizzi del PTCP.

Non può escludersi che, disponendo di analisi e conoscenze particolareggiate, si possano perseguire gli obiettivi (inderogabili) fissati dal PTCP anche con prescrizioni di non totale coerenza con specifici indirizzi e prescrizioni di tutela del PTCP. In sede di redazione di PRG tale evenienza si può manifestare ed è parso giusto disciplinarne le modalità per affrontarla.

In coerenza con il sistema di relazioni fra il livello provinciale e quello comunale si è da una parte previsto un ulteriore grado di elasticità agli indirizzi e alle misure pianificatorie del PTCP (non agli obiettivi di gestione e tutela delle risorse che di fatto costituiscono le "invarianti" del PTCP) e, dall'altra, si è previsto un procedimento rinforzato (a livello delle valutazioni tecniche) in cui intervengono sia il pianificatore comunale sia il pianificatore provinciale, così come previsto dall'Art, Z4, comma 2.

Come precisato al successivo comma 4, naturalmente tale facoltà copre l'ambito di pianificazione in cui è previsto il concorso dei compiti pianificatori di entrambi i livelli; restano escluse le prescrizioni discendenti da discipline settoriali in cui la Provincia agisce in forza di precise e specifiche potestà e quelle che trovano la loro fonte nelle misure di salvaguardia del PIT.