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Art. E7.Indirizzi di gestione riferiti a strutture fisionomiche della vegetazione

1.Il presente articolo contiene indirizzi di gestione articolati per strutture fisionomiche, che non sono cartografate sulle Tavole di piano. Tali indirizzi saranno applicati alle strutture fisionomiche così come individuate dalle cartografie di dettaglio degli strumenti urbanistici comunali, o comunque qualora, nel corso di interventi di trasformazione, vengano ad essere interessate le strutture fisionomiche stesse.

Tali indirizzi sono recepiti nell'ambito dei programmi di miglioramento agricolo ed ambientale (PMAA) redatti ai sensi della LR 64/95.

2. Per i boschi e gli alberi isolati si indicano i seguenti indirizzi di gestione:

-nella coltivazione dei cedui, eccettuati i casi particolari evidenziati nelle pagine precedenti, si propone di operare in modo diverso a seconda del trattamento selvicolturale in atto:

a)nei soprassuoli a ceduo composto proseguire con questa forma di trattamento rilasciando un numero di matricine, di età scalare, compreso tra le 140 e le 180 ad ha, in relazione alla specie, alla fertilità e all'ubicazione paesistica del bosco.

b)nei cedui matricinati, considerata anche la tendenza attuale ad allungare i turni di taglio, è opportuno impostare una matricinatura che abbia le seguenti caratteristiche:

·un numero compreso tra le 80 e le 120 unità ad ha, in relazione all'età ed alla fertilità del bosco;

·età scalare non superiore ai due turni del ceduo;

·1 o 2 piante ad ha di età superiore alle precedenti, scelte tra le piante più vetuste, da rilasciare nei luoghi ritenuti più idonei dall'autorità competente.

-trasformazioni dei rimboschimenti di conifere in boschi di specie autoctone quando è ormai evidente, nel sottobosco, la ripresa delle specie legnose spontanee.

-favorire, ove non in contrasto con la prevenzione antincendio, la crescita di una fascia di arbusti (5 metri) nel contatto tra bosco e vegetazione erbacea (o coltivo) da mantenere mediante tagli periodici.

-redigere un censimento ed un programma per la conservazione dei grandi alberi.

-redigere un piano per la conservazione, all'interno dei boschi più maturi, di porzioni da lasciare all'evoluzione naturale, anche di superficie poco estesa ma rappresentative delle diverse serie di vegetazione.

3. Per gli arbusteti e le siepi, gli indirizzi di gestione sono finalizzati a garantire un alto livello della diversità floristica, vegetazionale e faunistica e quindi la permeabilità del sistema a livello di specie e di habitat. Gli indirizzi sono volti al mantenimento di un mosaico ben differenziato in cui siano a contatto aree aperte con aree boscate, in modo da massimizzare il ruolo di cespuglieti e siepi che, nel loro insieme, danno luogo a corridoi ecologici essenziali anche per lo sviluppo delle comunità faunistiche.

Gli indirizzi di gestione per siepi ed arbusteti sono i seguenti:

-limitare la progressiva espansione dei cespuglieti in particolare nei sottosistemi "Crete senesi", "Val d'Orcia".

-mantenere un alto livello di superficie arbustate evitando che vengano riforestate in quanto offrono comunque una elevata protezione idrogeologica.

-sperimentare un programma per la conservazione e il restauro delle siepi intese come formazioni artificiali lineari.

4. Gli indirizzi di gestione per la vegetazione erbacea delle zone aperte e delle radure sono i seguenti:

-per le zone aperte (nel caso in cui si voglia cambiare la destinazione d'uso) non si propongono interventi di rimboschimento ma semplici attività di coltivazione e tutela per i piccoli lembi forestali attualmente presenti;

-nel caso delle "conche intermontane" (Art. E2), a causa della assoluta carenza di consorzi forestali, è ove possibile consigliabile incrementare la consistenza della componente forestale;

-per le radure, le garighe e le praterie seminaturali interessate da fenomeni di ingressione di specie arbustive (ginepro, rose, biancospini) si consigliano interventi atti a per mantenere gli spazi aperti;

5. Per la vegetazione acquatica e ripariale di fiumi, laghi e zone umide si applicano i seguenti indirizzi di gestione:

-garantire la conservazione dei sistemi fluviali e delle zone umide, ed in particolare di tutte le fasce di vegetazione da quelle propriamente natanti a quelle riparie sia erbacee che arbustive ed arboree. Tale conservazione deve essere garantita per tutta l'area occupata dall'alveo di massima, tenendo conto delle limitazioni d'uso discendenti dalla esigenza di mantenere efficiente lo scorrimento delle acque all'interno dell'alveo;

-favorire la presenza di zone umide (anche puntuali) recuperando ambiti di scarso interesse agricolo o residenziale;

-migliorare la qualità delle acque come elemento propedeutico essenziale per lo sviluppo delle cenosi acquatiche e di bordo (pleustofitiche, rizofitiche ed elofitiche).